lunedì 31 dicembre 2012

Ciao 2012! Benvenuto 2013!

Che anno!

Tiro le somme? No, non lo faccio mai e non lo faro' adesso. Il 2012 non e' poi andato cosi' male. Tante avventure, tanti posti nuovi visitati, tante nuove persone conosciute, rivisto tanti vecchi amici, tanti battiti di cuore, tanto lavoro etc etc etc (alcune magagne, ma quelle fanno parte del pacchetto vita!). Ah la salute, quella anche non e' andata male quest'anno.

Ho tante cose che bollono il pentola per il 2013 e lo aspetto a braccia aperte.

Mando un bacio grande alla mia sorellina che e' lontana ma so che anche lei sta inseguendo i suoi sogni. Spero che i vostri sogni si avverino cari amici, e non dimenticatevi che:

La vita e' un viaggio... non una destinazione! E io continuero' ad affrontarlo 5 ore alla volta. Per desso non e' andato cosi' male. Anzi!

Buon 2013 a tutti!
Kamilah

sabato 22 dicembre 2012

Yes Prime Minister

Sono stata a teatro mercoledì a vedere "Yes Prime Minister" ai Trafalgar Studios. Questa è la versione teatrale di una bellissima serie televisiva inglese degli anni 80, iniziata come "Yes Minister".
Forse una delle migliori serie che io abbia mai visto, che narra le quotidianità di un Ministro degli affari amministrativi poi diventato Primo Ministro (Jim Hacker). La serie narra e descrive il ruolo della macchina burocratica pubblica (Public service) rappresentata dal fantastico Sir Humphrey Appleby nell'ostacolare qualsiasi cambiamento che possa indebolire questa categoria anche a costo di andare contro l'interesse del popolo.

Ve lo consiglio!!


venerdì 23 novembre 2012

mercoledì 21 novembre 2012

Di nuovo Zia

Ieri, i miei carissimi amici di Bruxelles, Franci e Simo, mi hanno resa di nuovo Zia.

Benvenuta al mondo Sofia. Ti auguro tanto amore, salute e serenita'. Non vedo l'ora di vederti crescere con la tua sorellina Marta.

Ti voglio bene.
La tua zia nomade,
 Kamilah

lunedì 19 novembre 2012

Io non sono il Locale, sei tu Lo Straniero

(Premessa: bellissimo articolo. Ho colorato le parti che mi piacciono di piu').

di Tala Abu Rahmeh*
traduzione di Elena Bellini

Ramallah, 04 novembre 2012, Nena News - Cari Stranieri, vi siete molto infastiditi per l'introduzione? Beh, adesso sapete come mi sento io ogni volta che ricevo una e-mail, ascolto una conversazione o leggo un articolo sull' "essere un locale".

Prima di cominciare, devo dire che venire qui, di per sè, è un atto di coraggio. Quando chiunque di noi si allaccia gli stivali e marcia in un territorio sconosciuto, ci stiamo prendendo un rischio - prima di tutto per noi stessi. Venire in zone di guerra ci fornisce l'occasione di coltivare umiltà e compassione, e ci fa arrivare un po' più vicino a capire quale sia il nostro contributo al mondo. Mi ricordo la prima volta che sono entrata in un ghetto e come la povertà nella capitale degli Stati Uniti mi ha sconvolto nel profondo, e mi ha fatto sentire così piccola.

A proposito di umiltà, sembra che ce ne sia una pesante carenza nel mondo delle ONG internazionali e degli infiniti finanziamenti esteri. A dire il vero, fino ad oggi nessuno è stato salvato. La Palestina è ancora occupata, e la povertà ha raggiunto un livello del tutto nuovo. Non c'è pace, solo qualcosa mascherato da incontro che finisce in lunghi accordi che è molto meglio stracciare, per cui scusatemi se sembra troppo duro, ma come vi permettete?

In un geniale articolo di Uzodinma Iweala, intitolato "Smettetela di cercare di salvare l'Africa", Iweala fa riferimento a un sentimento simile. Dice: "Non c'è un solo Africano, incluso il sottoscritto, che non apprezzi l'aiuto del resto del mondo, ma ci chiediamo se l'aiuto sia sincero o dato con l'intenzione di affermare la superiorità culturale di qualcuno". Ed è esattamente questo il punto in cui mi sento confusa. Dopotutto, si può dire tranquillamente che essere un responsabile/direttore/capoprogetto di un organismo che finanzia lezioni di pittura per bambini "locali" nel campo profughi di Al-Amaari sembra essere molto attraente in un curriculum. 

La parte sconvolgente però viene ancora dopo, quando molti di voi si incontrano nei bei caffè di Ramallah e parlano di quanto sono corrotte le istituzioni palestinesi, di quanto i Palestinesi sono rozzi e che ci hanno provato con voi perchè siete biondi/alti/bianci, e di come non vi sentite sicuri.

Quindi preparate la vostra borsa e ve ne andate a passare una giornata rilassante sulla spiaggia di Tel Aviv. Beh, indovinate un po'? Ci hanno provato anche con me (stranamente, anche se sono castana e ho i capelli ricci), ma io non mi posso sottrarre perchè non posso andare oltre Qalandia. 

Sapete, poche settimane fa ero a Yaffa, da dove provengo (dopo aver trovato miracolosamente il modo di entrarci), e ho incontrato un uomo di 84 anni che conosceva la mia famiglia. La mia famiglia vive in giro per il mondo perchè è stata costretta a fuggire nel 1948 e non è mai potuta rientrare. Oltre a mio padre, non ho mai sentito una persona che riconoscesse anche solo il nome della mia famiglia, ed eccomi qui, seduta in un antico quartiere di Yaffa, che piango mentre un vecchio mi dice che la mia famiglia era generosa ed educata, e possedeva aranceti che si estendevano per miglia e miglia. Ho pianto per tutto il viaggio di ritorno. 

Storie come questa offrono piccole visioni dall'interno nella profondità delle nostre ferite. Non importa in che modo le vostre organizzazioni vi permettano di chiamare la mia terra (Cisgiordania, Territori Palestinesi Occupati, OPT), o che tipo di consigli di viaggio vi inviano nei giorni oziosi mentre io sono bloccata nel traffico su un autobus, o gli orrori di cui siete stati testimoni mentre coprivate la notizia di un'uccisione a Jenin, non capirete mai cosa vuol dire crescere sapendo che ogni traccia di te è cresciuta a Yaffa e la tua città non ti riconosce nemmeno, e che tuo padre potrebbe morire senza nemmeno tornare, e che tua madre è stata seppellita così lontano da dov'era il suo cuore, e che tu sapevi già a sei anni cos'è un martire.

Non saprete mai come ci guarda un soldato israeliano diciottenne, o cosa si prova a trascinare tua madre attraverso un checkpoint perchè abbia la sua dose di chemioterapia, o come hai passato Allenby Bridge quando avevi 10 anni e hai visto un uomo dell'età di tuo nonno trascinato in una stanza per le perquisizioni.

Quindi la prossima volta che vi sedete per chiacchierare "dei locali", ricordatevi questo: essere un salvatore non vi renderà liberi. Noi non siamo vittime dai sorrisi tristi con cui fare una foto da mettere su facebook, i vostri laboratori di danza/arte/fotografia/comunicazione non mi restituiranno Yaffa (né me la faranno mai dimenticare), e non importa in quale scuola della Ivy League siete andati, se non ce la fate a parlarmi nella mia lingua, e con rispetto, non vi prenderò sul serio.

E per finire, prepariamo enormi pasti per voi non perchè siete stranieri, ma perchè noi siamo generosi, e facciamo da mangiare in modo egregio.


Cordiali saluti
Tala

p.s.: ci sono molti internazionali che stanno facendo un ottimo lavoro con i partners palestinesi in tutto il Paese. Voi sapete chi siete. 

*Tala Abu Rahmeh è una giovane scrittrice e Professore di Letteratura araba e scrittura creativa di Ramallah. Ha conseguito il MFA in Arte Poetica all'Università Americana di Washington, DC. Scrive abitualmente su Mashallah News Magazine, e i suoi poemi sono stati pubblicati in numerose riviste e libri. E' anche co-fondatrice di un blog: The Big Olive - La Grande Oliva: storie di due Professori in Palestina (http://thebigolive.tumblr.com/). Ama gli orrendi reality TV, le vecchie fotografie, il Jazz, e i libri in cui l'affascinante magica eroina, alla fine, vince. Attualmente sta lavorando ad un libro di memorie.

giovedì 8 novembre 2012

Lomografia?

Chi ne sa qualcosa?

La mia collega da tempo sfoggia una "Lomo" che a me sembra una banale vecchia macchina fotografica.

Comunque, il tutto mi ha intrigata. Per saperne di piu' date un'occhiata a

http://www.lomography.com

mi sa che per natale ho qualche idea!

venerdì 26 ottobre 2012

Addio Scarlett

Sei stata una fedelissima compagna negli utlimi 2 anni. E' stato duro lasciarti andare. Spero abbiano cura di te. Anche se copiato di internet (con citazione)  questo articolo descrive bene cosa mi hai dato e lasciato....

Londra, 26 Ottobre 2012

"Eri li, rilassata e spensierata, quasi dormivi. Aspettavi il tuo predatore, il tuo principe azzurro.
È stato un attimo, un istante amorevolmente fatale, un colpo di fulmine, un tatuaggio indelebile al cuore disegnato da Cupido ed Afrodite.
Fui incantato, inebriato dalla tua bellezza, ipnotizzato dal tuo fascino, stupefatto dalle tue curve perfette. Quando ti vidi il mio cuore batteva più di quanto possa immaginare, l’adrenalina scorreva più veloce del mio sangue, i brividi mi tenevano ritto ed attento. Lo sguardo era perso nella tua bellezza. Le mie orecchie non ascoltavano nient’altro che il tuo silenzio. Sentivo l’odore del tuo profumo. Assaporavo la voglia di possederti. Mi parlavi con lo sguardo, m’incitavi, mi provocavi, mi eccitavi, mi possedevi.
Non avevo parole, Tutto quello che sono riuscito a dire è stato un sospiro tremolante pieno d’emozione e speranza. Non ero sicuro che potevi essere mia. Cercavo un difetto, un particolare, un alibi che potesse addolcire l’amarezza del mio cuore al solo pensiero di non poterti vedere mai più.
Così nascosi la mia timidezza e mi feci avanti, impavido, imbottito d’orgoglio, sicuro di possederti. Quei passi scandivano il secondo, come un orologio, i miei occhi ti vedevano sempre più vicino, l’emozione saliva, il cuore batteva sempre più forte, mi sembrava di camminare in un tunnel dove facevi ombra alla luce accecante dell’uscita.
Ti afferrai ed in quel momento il mio cuore pompava più amore che sangue, gli occhi lacrimavano quasi, sbiadendo la tua meravigliosa immagine, era un’unione spirituale, un’emozione indescrivibile. Avevo la sensazione di toccare il mio angelo custode.
Ti portai via con me, nascondendoti dagli altri occhi invidiosi e sguardi impetuosi.
Ero l’uomo più felice del mondo.
Indossai lentamente la giacca con il sorriso stampato sulla faccia, dopodiché il casco e poi i guanti.
La cavalcai, sfiorando le sue meravigliose curve, in simbiosi con la sua forma. Sembrava quasi incastrarmi in essa.
La misi in moto, un brivido felino, un rombo da far resuscitare i sentimenti più nascosti.
Paura, gioia ed amore annidavano contemporaneamente nel mio corpo, dandomi una sensazione di piacere e soddisfazione.
Ora sei la mia donna.
Sei il mio primo pensiero che mi sveglia, l’ultimo che mi culla e mi addormenta.
Sei la cosa più bella che abbia mai avuto fin’ora, la cosa più entusiasmante, la più emozionante.
Sei la mia moto.

Ciao Scarlett

lunedì 10 settembre 2012

Bruxelles, vecchi e nuovi amici


Venerdi’ dopo il lavoro corro a Kings Cross St. Pancras per prendere l’Eurostar che mi porta a Bruxelles dalle mie donne. In questa occasione la Francesca non c’era che si trovava in Italia in vacanza con la famiglia. L’altra novita’ e’ che c’era anche Meena, una mia collega Americana/Indiana con la quale ho passato l’estate in Grecia. Un suo amico e’ venuto in Europa per un colloquio per un post doc in Svizzera cosi’ si sono incontrati a Bruxelles.  Io non potevo mancare dato che le ho sempre parlato dei miei viaggi Brussellesi!

Arrivata a Bruxelles, mi dirigo a casa di Ori e Nadia che mi accolgono come sempre a braccia aperte! La trovo cristina (una cara amica Spagnola) e Stephanie (una nuova amica Italo-Belga). Dopo due chiacchere, molte risate, e due bicchierini di roba bbuona tutti a nanna.

In tarda mattinata del sabato mi incontro con Meena a Kana e li porto in uno dei miei posti preferiti per il bruch Bruxellese in zona St. Catherine: da La Mere du Nord dove ci aspetta zuppetta di pesce, crocchette di gamberetti, muscoli, e frittura, con bicchiere di bianco. Tutti in piedi, su tavolini sparsi per i giardinetti di fronte. Una giornata splendida, un sole caldo, e tanta bella gente che ti mette di buon umore.

Passiamo il resto della tarda mattinata a girare Bruxelles, per fare scoprire ai miei amici i vicoli nascoti e le piccole gemme di una citta’ che amo molto, che mi ha dato tanto e che ospita ancora alcuni dei mie migliori amici.

Verso le 17, passando per il Sablon, si prende l’ascensore che offre una bella vista sulla citta’. Poi Place de la Chapelle per un mini festival di strada. Non poteva mancare la sosta a la Friterie de la Place de la Chapelle per una porzione di croccanti patatine doppiamente fritte e ricoperte di salse a scelta (io prediligo sempre il classico: La moutarde!).

Poi raggiungiamo le donne: Ori, Nadia, Cristina, e un nuovo arrivo: Esther. Il nome mi diceva qualcosa, e quel fisico statuario non mi era del tutto nuovo. Esther, in fatti e’ una bellissima Italo-Guineana (dalla parte Italiana: un po’ veneta, un po’ Pisana, un po’ Romana: insomma unica!) che ho conosciuto brevemente al matrimonio di Francesca. Si e’ appena trasferita a Bruxelles per un lavoro al Consiglio. E dato che lei sta imparando l’arabo mi sa che ci sentiremo parecchio (lei in fatti mi scrive/parla in Spagnolo e/o francese).

Dopo birretta al pub, molte chiaccere e parecchie risate, tutti al Restobier per cena, nel quarteire Marolles Il ristorante era una tripudio di gusti e sapori. Il posto e’ in fatti famoso per ricette a base di birra, ma non solo. Dopo di che’ tutti di corsa in Place Royal per assistire alla Fête de la BD 2012. Peccato che Nadia abbia preso gli orari sbagliati e quando siamo arrivati, con molta calma vista la pancia piena, lo spettacolo era ormai bello che finito!

Domenica, verso le 12 trenino per Bruges con Meena, Kana ed Esther. Il tempo e’ stato molto generoso per tutto il week end. E come sempre Bruges non delude. Dopo un giro nel mercatino, scorpacciata di muscoli, facciamo un giretto in barca per i canali. Poi sosta in pub per quacosa di rinfrescante, corsa al treno e ultimo giretto per Bruxelles. Decidiamo di passare la serata nel quartiere di St-Géry. Dove prima ci prendiamo due fette di pizza da Mamma Roma, seguite da drink in uno dei bar del quartiere.

Questa mattina alle 6.15 ero in stazione a Midi per prendere il treno che porta me e Meena a Londra. Solo che lei non sie’ mai presentata. Non e’ che e’ stata rapita dalla magica atmosfera di Bruxelles ed ha deciso di rimanere? Ve lo faro’ sapere

martedì 14 agosto 2012

Sono in buone mani


Dialogo via email tra Kamilah e il Poliziotto di "Scotland Yard" che si e' occupato della denuncia per rapina.

Kamilah: gentile xx le invio il numero di registrazione del mio iphone rubato come da lei richiesto.

Poliziotto: grazie mille Kamilah. Veramente pero' mi servirebbe il codice IMEI che trova sulla scatola del suo iphone. Se non ha piu' la scatola, puo' digitare #06# sul suo telefono e le apparira' tale codice.

NO COMMENT!



domenica 12 agosto 2012

Vittima del crimine

Ciao a tutti

ieri mentre prelevavo dei soldi nel pieno centro di Shoreditch un ragazzo mi ha tagliato la borsa col coltello e portato via il cellulare, Avevo il portafogli in mano cosi' ha preso solo quello.

Sono ancora sotto shock. Se mi fossa mossa al momento sbagliato, quello prendeva piu' del cellulare.
Ho fatto denuncia e ora sto cercando di bloccare l'iphona, cosa che non mi risulta facile dato cho scordato le password etc.

Ho fatto denuncia alla polizia, e forse con le telecamere qualcosa faranno ma non ci spero.

Percio', non ho whatsupp, o il numero nuovo inglese che molti di voi hanno

Vi tengo aggiornati

sabato 11 agosto 2012

Ancora olimpiadi!

Ragazzi stasera partitona: Usa contro Brasile per la finale femminile di pallavolo. Non vedo l'ora! Io ci sarò!

Aspettatevi un bel po' di foto e seguitemi su twitter!
Kamilah

venerdì 10 agosto 2012

TGIF

Come si dice qui nel Regno Unito: Thank God It's Friday. Settimana lunga e faticosa. Sono alle prese con un bando fighissimo sulla corruzione nel settore della sanità con degli esperti eccezionali. Ma che faticaccia. Meno male che mo' distraggo con le Olimpiadi. In fatti in questo paese sono molto flessibili con campionati di calcio ed eventi sportivi. Al lavoro ho due schermi e su uno di essi ho sempre in diretta streaming il canale BBC sport. Senza suono ovviamente ma non mi perdo gli eventi che mi interessano. (quasi tutti con atleti italiano o arabi).
Mi chiedo se in altri paesi sono così flessibili. Ogni tanto passano i capi e mi chiedono: come sta andando l'Italia quanti ori avete?
Mi mancheranno queste Olimpiadi. La città è in festa. Domani mi godrò dal vivo la finale di pallavolo femminile. Non ci sarà l'Italia (che ha perso con la corea del sud) ma sarà di sicuro una partita emozionante.
Poi a Settembre (dopo le ferie italo-greche) ancora sport: ho altri biglietti x le paraolimpiadi. Vedrò Pistorius alle prese coi 100 metri e non solo. Non vedo l'ora.

Ecco, devo smettere di lamentarmi di questa città!
Notte
K

venerdì 3 agosto 2012

Sono secoli che non scrivo

Perdono! Lo so che siete pochi ma leali lettori (maurino sono viva!!)

Sto preparando un post di aggiornamenti, ma nel frattempo ho scaricato l'app del blog sull'iphone (o come lo chiama il mio amico Marco lo schifofono) così anche dal mio lettone posso postare prima di andare a nanna.

Ciance aparte, ne vengo ora da casa della mia amica Russa Leeza che ha organizzato una festa a tema: le olimpiadi. Ci si poteva presentare solo in tenuta sportiva. Io ho riciclato quello che avevo in casa e ho fatto la boxista (ho dei guantoni rosa che sono un amore)

Purtroppo sono dovuta scappare a mezzanotte come Cenerentola (all'ultima festa sua abbiamo fatto le sei) che domani ho un corso curato della polizia stradale londinese sulla sicurezza in moto. Sarò in giro con la mia Scarlett x 4 ore con i "cops". Così anche se sarà sabato, sveglia alle 7!

Vi lascio ma presto vi aggiorno su tante cose come: il giubileo, viaggio in Montenegro, Olimpiadi ..ecc

domenica 13 maggio 2012

New York: Between the seas festival

Ciao a tutti,

oggi faccio qualcosa di diverso, faccio un po' di promozione per conto di un caro amico ed ex collega di Torino, Marco Alfieri.

Marco e la sua ragazza Marianna (detta Maia) hanno vissuto per piu' di 6 mesi a New York tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. In quel periodo hanno curato un bellissimo blog: mezzamela. Ve lo consiglio. Maia (e anche Marco dai!) e una donan molto creativa e scrive b-e-n-i-s-s-i-m-o, ed essendo appassionata di cucina, troverete tante di quello foto che vi faranno venire l'acquolina in bocca.

A New York, tra mille avventure, corsi d'inglese, internships, cene, e viaggi, sono anche riusciti ad organizzare la prima edizione del Between the seas festival 

Ecco, il ho adebito al mio compito e ho fatto girare la notizia. Spero che andrete a visitare il sito

Kamilah (che vi scrive prestissimo!!)



giovedì 26 aprile 2012

Ma ci sono o ci fanno?

Coloro che criticano l’articolo di Mona El Tahawi una giornalista egiziana che risiede negli Stati Uniti.
Potete leggere numerose e forbite  risposte quiqui di Dima Khatib,su  Open Democracy,  e sul Guardian scritto da Nisreen Malik. Persino oggi il corriere ha dedicato dello spazio all'articolo. 

Col suo interessantissimo articolo El Tahawi  si e’ tirata addosso l’ira funesta delle cosidette donne arabe liberali! Sono numerose le indignazioni espresse online specialmente su twitter. Da una parte le oppositrici hanno inveito contro di lei obiettando l’uso di alcune foto forti (donne pitturate di nero!). Altre invece si sono arrabbiate perche' El Tahawi ha preteso di rappresentare tutte le donne arabe e di sostenere che gli uomini arabi odiano le donne (arabe), riferendosi al titolo (e solo a quello!): Perche' "ci" odiano?
Altre hanno criticato l'autrice per aver attribuito all'islam gran parte delle colpe.

Perche' invece, le cosidette intellettuali, non si sono soffermate sugli episodi di discriminazione e maltrattamento subite da tante (ma tante) donne nel mondo arabo, come:


Mi domando:

  • Il suo articolo semplifica la situazione ? Molto probabilmente.
  • Ci sono altri e numerosi fattori che spiegano la situazione delle donne nel Mono Arabo? Sicuro!
  • Le donne in vari paesi del mondo sono soggette a discriminazione? Nessuno lo nega.
  • Il problema giace nell'interpretazione maschile dell'islam e non nell'islam stesso? Molto probabile.

Io non credo che l'odio degli uomini arabi verso le donne arabe sia la causa che spiega la loro situazione, ma bensi' un sintomo di altri problemi (culturali, religiosi, economici,...ecc). Ma non capisco perche' le critiche si siano soffermarte sui punti deboli dell'articolo invece di prendere spunto dalle numerose situtazioni elencate dall'autrice. Come si possono negare tali situazioni. Perche'  nessuno critica l'interpetazione maschile della Sura che permette all'uomo di sposare 4 donne, quando anche un bambino che sa leggere l'arabo (con una debole padronanza della lingua) sa che devono sussistere numerose condizioni  per permetterelo?
Perche' tra gli arabi ci sono temi tabu', che non si toccano.

In fine, mi domando: perche' noi donne non ci mettiamo d'accordo sulle soluzioni invece di battibeccare tramite masturbazioni intellettuali attaccandoci a vicenda?

martedì 24 aprile 2012

Lettera di una mamma per il 25 Aprile


"Ciao principessa, come va?
Domani fai festa o lavori? Noi siamo in festa  per il 25 aprile ....mi piacerebbe tornar ragazza e passarmelo come facevo allora: al mattino giro dai caduti partigiani di Sestri ....la maggior parte ragazzi che hanno perso la vita per un Italia migliore, poveretti se vedessero mai come siamo  finiti .......

Poi a campenave o ai righetti a mangiar fave col salame e a ballare..col gettone da 5 lire al ballo

Cercati di goderti la vita figlia mia ..........il lavoro va bene ma non renderti schiava”

mercoledì 18 aprile 2012

Chiamata

Devo trovare il coraggio di fare la chiamata che segnerà il mio destino (almeno quello prossimo). Uff uff

martedì 3 aprile 2012

Appartenenza


Si parla spesso e volentieri di appartenenza. Nelle scienze sociali si assume che l’appartenenza sia una delle necessita’ piu’ importanti. Tutti vogliono sentirsi parte di un gruppo. Cosi’ si spiegano i nuclei famigliari, le societa’, le nazioni...ecc ecc.
A me capita spesso che mi venga chiesto: ma ti senti piu’ araba o piu’ Italiana? Domanda alla quale rispondo sempre: 100% entrambe le nazionalita’. Solo che io sento che appartengo a molte piu’ categorie. Mi sento anche Palestinese, Araba, Europea, Londinese, Catto-musulamana, laica, e la lista e’ lunga (queste sono solo quelle legate all’identita’).
Il tema di questo post mi e’ venuto in mente mentre facevo jogging satamattina, alle 7 sul canale vicino a casa mia. Ebbene, eravamo in tanti a correre (chi correva e chi come me si trascinava). Anche se in modo informale, per quell’ora io appartenevo ad un nuovo gruppo. Il gruppo di pazzi che si alzano alle 6 per andare a correre, che quando gli passi accanto ti fanno un cenno con la testa come se ti conoscessero, anche se non ti hanno mai visto prima (c’e’ sempre gente nuova ogni mattina...). Ma ti salutano, e li saluti perche’ appartieni a quel gruppo informale che si crea ogni volta che decidi di andare a correre. La stessa cosa mi capitava a Bruxelles. Anche se correvo sempre in posti diversi, quando un altro corridore ti passava accanto gli sorridevi, ti sorrideva...c’era un senso di apparteneza ad un gruppo.
Idem con la moto. Quando indosso il casco e vado a spasso con Scarlett faccio parte di loro. I motociclisti. Quando una volta caddi (per via di una stupidissima ciclista) subito i motciclisti che passavano si sono fermati a soccorrermi (dopo aver inveito sulla ciclista).  Anche se sono in giro con solo il casco in mano, loro mi sorridono, e ci si scambia uno sguardo d’intesa.
Ci siamo mai fermati a pensare a quanti gruppi apparteniamo? Se continuo la lista di sopra posso elencare i gruppi di pallavolisti, ricercatori, espatriati, boxisti, couchsurfers, ecc ecc.
Morale della favola. Tanto persone che reputiamo nemiche o diverse, magari sono meno diverse di quanto pensiamo. Se uno cerca trova che chi gli sta di fronte appartiene ad uno dei tanti gruppi ai quali lui appartiene.


giovedì 29 marzo 2012

Primo Trimestre 2012

Ebbene si, siamo quasi agli sgoccioli del primo trimestre del 2012. Non tiro le somme, e' troppo presto. Diciamo che e' andato cosi' cosi', alti e bassi, giorni veloci, giorni lenti, giorni belli e giorni meno belli...

Sono alle prese con parecchie cose, che mi tengono occupatissima, ma presto ve ne parlo. Non vedo l'ora. Solo che l'energia scarseggia. Non dicono che la primavera porta energia? La primavera e' sicuramente arrivata a Londra, da martedi' abbiamo 21 gradi. E' tremendo stare in ufficio. Dovrebbero decretare festa nazionale nella Perfida Albione ogni giorno che fa piu' di 20 gradi. Faro' una proposta al Parlamento, sono convinta di riuscire a mettere insieme parecchie firme.

Come avete notato, ho un nuovo hobby. Twitter! Vedremo come va. Per adesso non ne abuso ancora, ma conoscendomi....forse fara' la fine del mio account facebook.

Si vedra', ma ora al lavoro!
Un abbraccio a tutti, e in particolare alla mia mamma orso.
xx


domenica 25 marzo 2012

Si cambia look

Ebbene si. Oggi (e ieri) la primavera si sente a Londra. Eccomi, ritorno dal mio letargo durato un bel po'.

Non vi sto a stressare con le mie magagne....vi dico solo che sono in procinto di tornare alla carica. Ora pero' mando un abbraccio forte alla mia mamma, che non sta molto bene. Cara mamma, ti porgo le mie ali. Tu mi ha sempre prestato le tue, ora use le mie. Torna a casa presto.

Grazie per tutti i messaggi che mi avete mandato in queste settimane
abbracci
K

venerdì 10 febbraio 2012

Ci vediamo presto...ho da camminare per qualche giorno.

"Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi."
Benigni

lunedì 6 febbraio 2012

Mr. Sink

Oggi al nostro rientro, io e Claire abbiamo trovato il seguente messaggio sul lavandino!


sabato 28 gennaio 2012

Citta' o campagna?

Citta e campagna.

Questo scoiattolino era fuori dalla finestra di casa mia questa mattina. Sembra che stesse sgranocchiando qualcosa di buono.

Adozione

Ieri mentre tornavo a casa, l'ho trovata sola soletta. A pochi metri dalla mia porta.
Il messaggio era chiaro: abbi cura di me.
Cosi' l'ho adottata. Eccola. Non ha ancora un nome.

Chitarra trovata con messaggio

domenica 22 gennaio 2012

Primo post del 2012

Buon anno a tutti. Anche se un po' in ritardo. Sono molto incasinata in questo 2012, tante cose bollono in pentola.

Vi faccio un brevissimo sommario delle ultime settimane:

  • Sono tornata in ufficio, alle mie care scadenze. Ho un paio di progetti nuovi sotto mano molto impegnativi ma super interessanti. Mi porteranno spesso a Bruxelles dalle mie donne! Un progetto - che sta per finire- e' molto delicato. I risultati saranno su tutti i giornali fra alcuni mesi, e creerà non poco scombussolio. Non ne posso parlare adesso, ma quando sarà' finito  e sarà' pubblico vi racconterò' i dettagli.
  • Mia sorella mi e' venuta a trovare, anche lei ha parecchie cose in pentola. Manteniamo il riserbo per ora. La prima domenica che e' arrivata siamo state al Secret Cinema. Ve ne ho già' parlato, qui. La serata e' stata spettacolare. Il film segreto era The Third Man.Qui alcune foto:
 

Halimeh con moneta Austriaca

Bar zona Francese

Mix di gente normale ed attori










































A differenza del primo Secret Cinema, questo era molto interattivo. Abbiamo persino dovuto cambiare le sterline con moneta stile monopoli. E' stato divertente!





  • Volevo infine condividere (con mamma) le foto dei dawali che ho cucinato ieri!!!






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